A seguito di segnalazione da parte di privati e nell’ambito delle attività di ricognizione subacquea dei fondali e monitoraggio dei siti sommersi, è stato possibile geolocalizzare una macina in pietra lavica già nota in bibliografia (Stefanile-Coppola 2015) ed individuarne un’altra, distante dalla prima una decina di metri, grazie ad un’azione congiunta con il Nucleo Carabinieri Subacquei di Napoli.
Ultimo aggiornamento
10 Settembre 2024, 08:37
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