Cuma – Approvazione variante in corso d’opera per il recupero e restauro della tomba a tholos – fondo Artiaco
Data:
30 Aprile 2026
La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli ha approvato, con decreto n. 24 del 10 marzo 2026, il progetto esecutivo di variante in corso d’opera relativo all’intervento di recupero, restauro e valorizzazione dell’area archeologica della Tomba a tholos – fondo Artiaco, situata nel comune di Pozzuoli (NA), nel comprensorio di Cuma.
Di seguito il Decreto in PDF:
Perché è stata necessaria la variante
I lavori erano stati aggiudicati, con decreto n. 222 del 9 settembre 2024 e successivo contratto n. 66 del 9 ottobre 2024, alla società Archeo & Restauri s.r.l. di Napoli per un importo complessivo di 363.526,40 euro oltre IVA, a seguito di procedura di affidamento tramite Richiesta di Offerta (RDO) sulla piattaforma “Acquisti in rete PA”.
Nel corso dell’esecuzione dei lavori di scavo archeologico e sistemazione dei fronti è stato accertato, mediante verifiche in sito e riscontri tecnici conseguenti all’avanzamento delle operazioni, la sussistenza di condizioni geotecniche e morfologiche non coincidenti con quelle poste a base della progettazione esecutiva. In particolare: una marcata disomogeneità stratigrafica, la presenza di livelli a ridotta coesione e consistenza variabile, fenomeni localizzati di distacco superficiale e modesta instabilità, nonché condizioni di drenaggio naturale non pienamente efficaci.
Tali circostanze hanno reso inadeguata la soluzione originariamente prevista — basata sulla sola configurazione geometrica dei fronti — a garantire nel tempo condizioni di stabilità e sicurezza sufficienti, sia per le maestranze impiegate sia per la tutela dei reperti rinvenuti.
La soluzione tecnica adottata
Il direttore dei lavori ha disposto l’introduzione di un sistema strutturale di sostegno a gravità realizzato con gabbioni auto-portanti. La soluzione consente di incrementare il momento stabilizzante grazie alla massa strutturale, di distribuire più favorevolmente le pressioni al piano di posa, di garantire il drenaggio naturale delle acque evitando sovrappressioni interstiziali e di adattarsi alle irregolarità morfologiche del sito, assicurando al contempo l’esecuzione per tratti progressivi in piena sicurezza.
L’intervento riveste particolare rilevanza anche sotto il profilo della tutela del patrimonio: la presenza di manufatti archeologici in prossimità delle scarpate di scavo rende il sito estremamente sensibile, e anche fenomeni di instabilità di entità limitata potrebbero causare danni irreversibili al patrimonio.
Gli effetti economici e contrattuali
L’appaltatore ha sottoscritto in data 18 febbraio 2026 l’atto di sottomissione e concordamento prezzi, impegnandosi a eseguire gli interventi senza riserve, alle stesse condizioni dell’appalto originario. La variante rientra nei limiti consentiti dall’art. 21, comma 2, dell’Allegato II.18 del D.Lgs. 36/2023, che per i contratti aventi ad oggetto beni culturali tutelati ammette varianti fino al 20% dell’importo contrattuale. La copertura finanziaria è assicurata a valere sul Capitolo 8099 PG1, ai sensi dell’art. 1, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
Ultimo aggiornamento
30 Aprile 2026, 07:17
Soprintendenza ABAP dell'Area Metropolitana di Napoli